LAVORARE NEL NO PROFIT

No profit network

LAVORARE NEL NO PROFIT

agosto 9, 2016 Uncategorized 0

 

Il settore del No Profit è uno dei pochi che negli ultimi dieci anni ha avuto una forte crescita, sia a livello di organizzazioni che a livello di lavoratori retribuiti a vario titolo. Per questo motivo chi vuole cogliere le sempre più crescenti opportunità offerte da questo settore, prima di tutto si pone la domanda: “come si fa a lavorare nel no profit? “. Bisogna, purtroppo riconoscere, che le organizzazioni di questo settore rispondono difficilmente alle candidature spontanee e perciò, seppur all’interno di un settore vivo ed in costante crescita, risultano spesso chiuse da questo punto di vista.

 

In questo articolo vogliamo proporre delle Linee Guida che saranno utili agli ingegneri che vogliono lavorare nel Terzo Settore e portare alle organizzazioni che ne fanno parte il loro importante contributo.

 

Cominciamo con il delineare quali sono le posizioni per cui ci si può proporre con maggiore efficacia, per poi passare ad elencare i canali in uso per entrare in contatto con le organizzazioni.

Le posizioni per le quali proporsi, e che usualmente sono ricoperte da personale specializzato in altre discipline, per scarsa consapevolezza delle stesse organizzazioni sulle specifiche valenze necessarie a tali ruoli, sono quelle che richiedono competenze quali: capacità organizzative e visione di progetto, caratteristiche proprie della formazione ingegneristica. Il curriculum vitae ed i colloqui da sostenere vanno perciò indirizzati e focalizzati su questi aspetti e ritagliati principalmente ai ruoli manageriali evidenziando tra le esperienze maturate e le competenze acquisite gli aspetti gestionali.

Chiaramente è anche possibile lavorare nell’ambito più prettamente tecnico, quando l’organizzazione no profit ha un’esigenza specifica e manifesta, e proporsi specificamente per questo, ma più in risposta ad una ricerca mirata che come presentazione di una candidatura spontanea.

 

E’ necessario tenere sempre a mente, sia nella preparazione del Curriculum che nella presentazione e tanto più in sede di colloquio, che lavorare in questo settore significa lavorare per il cambiamento sociale e promuovere valori forti, non basta solo essere ‘buoni professionisti’. È importante che le persone siano in grado di portare nelle organizzazioni nuove abilità, idee, innovazioni, cambiamenti e che riflettano nei comportamenti quotidiani i valori che l’organizzazione proclama all’esterno.

 

Per chi si trova alla prima esperienza, è buona prassi sfruttare le occasioni di servizio volontario o stage offerti dalle grandi organizzazioni. Esiste anche la possibilità di partecipare al programma ‘Erasmus +’ (o Erasmus Plus) che è il programma dell’Unione Europea, valido dal 2014 al 2020, dedicato all’istruzione, alla formazione, alla gioventù e allo sport e aperto a tutti i cittadini europei. Nei sette progetti contenuti vi è “Gioventù in Azione” che comprende il Servizio Volontario Europeo (EVS).

 

Per chi ha già maturato esperienze, di sicuro interesse è la Corporate Social Responsibility (CSR), funzione  presente in tutte le grandi organizzazioni, anche nel mondo “for Profit”.

 

Gli approcci per stabilire un contatto con il Terzo Settore sono simili a quelli che si intraprendono nel mondo profit, e cioè rivolgersi ad una rete di conoscenze tramite il cosiddetto ‘passaparola’, oppure ricercando le organizzazioni direttamente e proporsi spontaneamente., Se non si ha a disposizione alcun contatto diretto con organizzazioni No Profit, è assolutamente conveniente iniziare con attività di volontariato, presso organizzazioni di proprio interesse o di vicinanza, o ancora collaborando con conoscenti che prestano la loro opera in associazioni, cooperative o altre organizzazioni, per iniziare a  costruire una rete di contatti, farsi conoscere e cominciare a costruire quell’esperienza di settore che è fondamentale per una fruttuoso percorso di crescita in tale ambito. L’obiettivo è inoltre quello di costruire le relazioni ‘giuste’, poter dare referenze e realizzare una strategia di ingresso professionale.

 

L’altra possibilità è attingere all’elenco delle organizzazione del Terzo Settore attraverso i Registri Regionali dove sono presenti le cooperative sociali, le Associazioni di Promozione Sociale (APS) e le Organizzazioni di Volontariato (ODV). Inoltre, accedendo direttamente al sito dell’Agenzia delle Entrate, è possibile reperire  l’elenco degli enti ammessi per la destinazione del 5 per mille, che comprende una larga maggioranza di enti No Profit.

Infine, possiamo suggerire di affidarsi anche ai motori di ricerca del web, per individuare le associazioni che possono essere preferite, scegliendo come parola chiave “no profit”, abbinata ad uno specifico settore di proprio interesse quale: “ambiente”, “cultura”, “sociale”, ecc.

Riportiamo ancora di seguito ulteriori associazioni di interesse rilevante ai fini della ricerca di contatti:

Il COCIS (che sta per Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo) associa organizzazioni non governative laiche e progressiste. Mentre LINK 2007 è un’ associazione di coordinamento consortile che raggruppa 9 tra le più importanti Organizzazioni Non Governative italiane.

 

ASSIFERO è l’ Associazione Italiana Fondazioni ed Enti di Erogazione, che perseguono la propria missione attraverso l’attività erogativa. Tra queste ci sono le Fondazioni private o di famiglia, le Fondazioni d’Impresa, quelle di Comunità ed ancora le Fondazioni di origine Bancaria. La missione di ASSIFERO è quella di diventare il punto di riferimento della filantropia istituzionale in Italia aumentando il numero, la coesione, le risorse e l’impatto degli enti d’erogazione.

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